Giovanni Tesio introduce l'incontro con Laura Mancinelli in occasione dell'uscita del suo ultimo libro

Laura Mancinelli
 

Laura Mancinelli nasce a Udine, ma dopo la prima infanzia vive tutta la sua vita a Torino. Docente di Letteratura tedesca medievale alla Facoltà di Lettere di Torino, ha svolto importanti attività di saggista e traduttrice di classici come I Nibelunghi e Tristano. In qualità di narratrice ha pubblicato, sempre presso Einaudi: I dodici abati di Challant, Il fantasma di Mozart, Il miracolo di Santa Odilia, Gli occhi dell'imperatore, I tre cavalieri del Graal, la trilogia I casi del capitano Flores (Il mistero della sedia a rotelle, Killer presunto, Persecuzione infernale), Il principe scalzo, Attentato alla Sindone, La Sacra Rappresentazione, Andante con tenerezza, I fantasmi di Challant, La casa del tempo, Un misurato esercizio della cattiveria, Il «Signor Zero» e il manoscritto medievale, la serie, ora nei Tascabili, Il codice d'amore (Biglietto d'amore, I colori del cuore e Il ragazzo dagli occhi neri), Gli occhiali di Cavour (2009), Due storie d'amore (2010) e Un peccatore innocente (2013).

«Non avevo mai pensato di fare la scrittrice, né lo avevo mai desiderato. Amavo la mia professione, che mi dava molte soddisfazioni e non mi costava fatica: ero docente di germanistica con particolare specializzazione nella letteratura tedesca medievale, un campo poco o nulla studiato in Italia, nel quale mi ero avventurata con grande entusiasmo scoprendo cose assai interessanti. Mi ero dedicata alla traduzione di poemi in antico tedesco - I Nibelunghi, il Tristano di Gottfried von Strassburg, il Gregorius di Hartmann von Aue -, che rendevo in versi italiani e che riempirono la mia vita fino a un certo momento. Il momento in cui fui ricoverata agli Ospedali Riuniti di Venezia per un disturbo alla vista: allora avevo la mia cattedra e vivevo a Venezia. Rimasi in ospedale due settimane, per analisi, benché il disturbo fosse totalmente scomparso dopo tre soli giorni. Nell'inerzia forzata di quelle notti insonni ripassai nella mente tutta una trama di romanzo che avevo abbozzato per scherzo molti anni prima. Una volta dimessa dall'ospedale, ne feci una stesura corretta e completa: era il 1981 quando uscirono I dodici abati di Challant.
Pensavo, allora, che sarebbe stato il primo e l'ultimo romanzo della mia vita. Invece poi la narrativa mise radici in me come una necessità. O forse un vizio?»

Laura Mancinelli

 
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